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L’inverno scorso in quanto “auto munita”, sono stata contattata da alcuni miei amici non vedenti necessitanti un passaggio in macchina per fregene dove avrebbero frequentato un corso di equitazione presso il maneggio “il branco”. Sin dalla prima volta, contagiata dall’entusiasmo degli amici, ho smesso le mie vesti di autista per prendere parte integrante al corso. Avevo già avuto modo di apprezzare, attraverso passeggiate guidate in campagna, la sensibilità di questi splendidi animali che sono i cavalli e la loro infinita pazienza verso noi maldestri cavallerizzi del weekend; facendo il corso ho inoltre potuto costatare la pazienza e la versatilità degli insegnanti, giovani ragazzi che trovatisi forse per la prima volta a contatto con persone non vedenti, sono riusciti subito ad entrare in armonia con loro, seguendoli da vicino ma lasciandogli al tempo stesso l’autonomia di entrare in contatto col mondo dell’equitazione ognuno coi propri tempo chiaramente. Quando dopo una decina di lezioni, abbiamo iniziato ad affrontare l’argomento del trotto, il corso ha subito un certo rallentamento e anch’io che fremevo per imparare i movimenti del galoppo ho dovuto seguire i ritmi del gruppo. Debbo dire però, che alla fin fine questo rallentamento ha giovato all’approfondimento della tecnica, per cui “meglio un trotto buono oggi che un cattivo galoppo domani”. Quest’anno ho intenzione di
ripetere questa esperienza che giudico positiva non solo per il relax ed il
benessere psicofisico che questi pomeriggi lontano da caos Romano mi hanno
regalato, ma anche per l’incoraggiamento che ho ricevuto nel vedere con quale
de4terminazione i miei amici non vedenti hanno superato le difficoltà del corso,
che tutto sommato si è rivelato una bella sfida sia per me che per loro. Alessandra
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