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Concorso Sociale

Cisterna di Latina (LT) 4 agosto 2001

 

 

 

Premessa

Sabato 4 agosto 2001 presso il Circolo Ippico “La pianura” si è svolto un concorso sociale di dressage che ha visto la partecipazione di atleti disabili visivi e normodotati.

L’evento, organizzato dal Circolo Ippico “La Pianura” in collaborazione con l’Associazione Sportiva Disabili Roma 2000, fa parte di una serie di iniziative rivolte alla promozione del Dressage come disciplina idonea agli sportivi ciechi.

Ma l’accento non va posto solo sulla possibilità che tale attività sia praticabile da non vedenti bensì sulle potenzialità di immagine ed integrazione insite nella stessa. I nostri atleti, grazie ad un sistema acustico, si confrontano in piena autonomia con i soggetti normodotati finalmente trattati alla pari.

 

IL DRESSAGE

Nella disciplina del Dressage Il cavaliere deve eseguire, a memoria, in un rettangolo di 20 metri per 60, una serie di movimenti e di figure prestabilite che vengono giudicate da tre giudici.

 

Accorgimenti Tecnici

Per consentire agli atleti ciechi di affrontare la prova in campo nella massima autonomia si è studiato il modo di sonorizzare le lettere poste lungo il perimetro del rettangolo di gara con delle piccole fonti acustiche, che non ostacolano ne impediscono la visione del punto di riferimento da parte di atleti vedenti.

Queste sorgenti vengono pilotate dall’esterno dal tecnico del cavaliere che tramite un radiotrasmettitore attiva il riferimento necessario.Affianco all’espediente tecnico da noi 

adottato esistono metodi alternativi, nati anche sulle esperienze maturate in altri sport, come la presenza nel rettangolo di gara di una guida a cavallo che precede l’atleta disabile e lo istruisce sulle direzioni da seguire.

 

Glia Atleti

Alla manifestazione hanno preso parte 10 concorrenti 4 dei quali non vedenti;  un uomo (B1) e tre donne (una B1 e due B2). La preparazione tecnica ed i riferimenti sonori hanno permesso ai nostri atleti di eseguire la ripresa in estrema tranquillità e sicurezza.

 

La Ripresa

I Cavalieri hanno eseguito la ripresa F.I.S.E. E101:

 

 

Movimento

Punti

1

A
X
.

Entrare al trotto di lavoro
Alt - Immobilità - Saluto.
Partire al trotto di lavoro

10

2

C
B
.

Pista a mano destra
Circolo di 20 mt di diametro
Proseguire sino a FA

10

3

KXM
M

Trotto medio sollevato
Trotto di lavoro

10

4

C
.

Alt - Immobilità  5"
Partire al trotto di lavoro

10

5

E
.

Circolo di 20 mt di diametro
Proseguire sino a KA

10

6

FXH
H

Trotto medio sollevato
Trotto di lavoro

10

7

C
MXK
.

Passo
Passo medio
Trotto di lavoro

10

8

A
.

Galoppo di lavoro
Circolo di 20 mt di diametro

10

9

FXH
H

Galoppo di lavoro
Trotto di lavoro

10

10

C
.

Galoppo di lavoro
Circolo di 20 mt di diametro

10

11

MXK
K

Galoppo di lavoro
Trotto di lavoro

10

12

A
G

Tagliare nella lunghezza
Alt - Immobilità  - Saluto

10

Uscire al passo a redini lunghe

 

Punti d'insieme

1

Andatura (Franchezza e regolaristá)

10

2

Impulso (desiderio di portarsi in avanti, elasticità delle
falcate, morbidezza della schiena ed impegno del posteriore)

10

3

Sottomissione (attenzione e fiducia, armonia, leggerezza
e facilità dei movimenti, accettazione dell'imboccatura
e leggerezza del treno anteriore).

10

4

Posizione ed assetto del cavaliere,
correttezza dell'impiego degli aiuti

10*2

Punteggio massimo : 170

Da dedurre

Punti

Primo errore od omissione

2

Secondo errore od omissione

4

Terzo errore od omissione

8

Quarto errore od omissione

Eliminazione

 

Conclusioni

Con la manifestazione organizzata abbiamo voluto dare un segnale circa questa spettacolare disciplina che l’A.S.D. Roma 2000 da anni ha inserito nelle attività praticate; l’equitazione e gli sportivi disabili hanno bisogno che questa attività venga finalmente elevata ad una dimensione che vada ben oltre la tanto pubblicizzata ippoterapia. I nostri atleti hanno voluto dare un segno che abbiamo il dovere di accogliere e di valutare; lo sport deve essere anche un momento di socializzazione di 

confronto con se stessi e con gli altri, e magari raggiungere la tanto agognata integrazione per sentirsi non più sportivi disabili ma atleti veri in mezzo ad altri atleti.

La crisi dello sport dei disabili potrebbe trarre da queste nuove discipline nuova linfa vitale, offrendo agli sportivi nuove frontiere e nuovi stimoli.

Accogliere nuove discipline sportive ci darà la possibilità di soddisfare maggiormente i desideri dei nostri associati e grazie ad una attenta politica di promozione ci consentirà di avvicinare all’attività sportiva un’ampia fascia di soggetti inavvicinabili con le discipline tradizionali ed altresì recuperare quanti si sono allontanati dalla pratica sportiva.

 

 

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