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Martedì 12 Settembre
2000 |
| Al CinecittàDue il 1° torneo
internazionale “Città di Roma” per non vedenti |
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Cinecittà
Bettini teatro di sport e speranza
L' evento
che sto per illustrare e' di notevole importanza sociale e sportiva: il
Corriere Laziale sensibile ad iniziative di tal genere e' sempre in prima
fila, e in occasione del "Primo Torneo Internazionale Città di Roma per non
vedenti” che ha vissuto domenica i suoi ultimi atti ho approfittato per fare
domande, osservare e partecipare ad una festa di sport. Il torneo promosso
dall'Associazione Sport Disabili ha avuto luogo nelie mura del Cinecitta'
Bettini grazie alla Uisp e al patrocinio del Comune di Roma, della
Provincia, della Regione e della stessa X circoscrizione che unendo intenti
ed energie hanno permesso la riuscita della manifestazione. Quattro erano
le formazioni pronte al via: la padrona di casa A.S.D.Roma 2000 pronta a
sfidare la Pol. Marche 2000, la Pysos Salonicco rappresentante della Grecia
e a sottolineare l'internazionalita'dell'evento prende parte anche la
nazionale francese, formazione simpatica e di valore non discutibile.
Fermarsi a considerazioni superficiali sull'importanza dello sport per i
non vedenti mi sembrava quasi un delitto, e' per questo che ho posto alcune
domande al presidente della A.S.D. Roberto Remoli, per comprendere il
passato e le prospettive dei disabili visivi. Gentile, orgoglioso del suo
lavoro il sig.Remoli risponde pacatamente ad ogni mia domanda: Come si
articola il lavoro dell'associazione sport disabili? Remoli spiega che l'attivita'
dell'associazione vive Intorno a due nuclei tematici, un settore agonistico
con squadre di calcio e un impegno considerevole nell'atletica leggera che
vedra' una associata come Maria Ligorio partecipare alle prossime
paraolimpiadi nei 100 e 200 metri e un settore denominato sport sociale
atto ad inserire i non vedenti in gruppi misti in modo da promuovere
l'integrazione attraverso sport come l'equitazione, il nuoto, il judú e
l'immancabile calcio. E' facile osservare che le parole del Remoli sono
cariche di speranza e tensione fattiva per il futuro; quali sono i valori e
il fine ultimo che ispira la sua azione? Il presidente ricorda di essere
uno dei fondatori dell'associazione e con chiarezza afferma che lo scopo
ultimo che persegue e' la massima integrazione per i non vedenti che prima o
poi potranno scegliere liberamente lo sport da praticare. Il richiamo alle
difficoltà derivanti dalle barriere architettoniche e' ancora forte,
creare una struttura di calcio per ciechi assoluti e promuovere un vero e
proprio campionato sono mete lontane ma raggiungibili. Nel bel mezzo della
mattinata prende il via l'ultimo incontro del torneo, l'A.S.D. Roma 2000
forte di quattro punti in classifica deve strappare una vittoria contro la
nazionale francese per poter raggiungere la Pysos Salonicco che chiude il
torneo a sette punti. La sfida ha luogo dinanzi ad un discreto pubblico che
vanta anche la presenza del primo cittadino di Roma Francesco Rutelli, dell'on.
Augusto Battaglia, del presidente della X circoscrizione Giusto Trevisiol,
del presidente Commissione Sport e Cultura Sergio Cherubini, di Roberta
Pinto in qualita' di pres. Comitato regionale Uisp, di Marcello Iometti
presidente provinciare di Roma dell'Unione Ciechi, tutti ospiti di Evandro
Boni presidente del Cinecitta' Bettini, societa' sensibile a questo evento
e futura dimora degli allenamenti della A.S.D. Roma. Ben sette reti
verranno segnate dai protagonisti, con un 4 – 3 avvincente la nazionale
francese si aggiudichera' il match e con sei punti in classifica superera'
al foto finish la A.S.D. Roma. Colgo (occasione per chiedere al sindaco
Rutelli la sua opinione sull'evento e il reale lavoro del Comune per i
disabili visivi: Rutelli afferma che il torneo e' il risultato del lavoro di
molti organi ma che oggi rimane affascinato dalla volonta' e dall'amore per
la vita che esprimono questi uomini meritevoli di un pubblico da stadio
Olimpico; dalle sue affermazioni prende piede l'idea di far disputare
partite fra non vedenti nei piu' grandi stadi di Italia in occasione di
partite in grado di richiamare migliaia di spettatori. Con la Francia in
festa per il risultato ottenuto, con la promessa del sindaco Rutelli di
farsi promotore presso il Coni di tale iniziativa termina la manifestazione
sportiva di un gruppo di uomini che con forza, lealta' e speranza mi hanno
fatto apprendere quanto sia importante credere in se; stessi per
sopravvivere in una società imperfetta fatta da uomini che rincorrono
inutilmente la perfezione.
Fabrizio Morezzi
I francesi superano i
romani di misura
A.S.D. ROMA 2000 - FRANCIA
A.S.D.Roma 2000:
Cimarelli, Lilli, Micci, Orsini, De Vitto, Romanelli, Checchi, Censi.
Allenatore: Manganaro
Francia: Zelela,
Bolivar, Roche, Gleyse, Amaouche, Gerfaut, Borthaire, Munos, Biot, Kasmi.
Allenatore: Akpweh. Fisioterapista: Pisciota
La partita si rivela subito
carica di tensione, gli interventi sono carichi di agonismo con una Francia
che prova a colpire in avanti con l'accoppiata Zelela ‑ Amaouche e la
formazione capitolina in grado di colpire con l'abile Checchi. La prima
frazione di gioco viene controllata dalla A.S.D. Roma con il binomio De
Vitto ‑ Romanelli abili a fare la guardia ad ogni iniziativa avversaria. Con
capitan Censi che coniuga grinta e tecnica l’A.S.D. Roma sembra poter far
suo il match e quando inizia la ripresa il bomber Romanelli mette la sua
firma sul vantaggio, allargandosi prima sulla dx per poi trovare il
diagonale giusto. Pochi istanti e Francesco Romanelli colpisce ancora , il 2
‑ 0 premia la solidità offerta da Micci e Orsini. Sicuri del risultato
acquisito i padroni di casa si rilassano troppo e con uno schema ripetitivo
ma funzionale la Francia supera il centrocampo con il lancio del portiere,
l’abile Roche non se lo fa ripetere due volte e sigla quattro reti
consecutive Sotto di due reti l’A.S.D. Roma tira fuori l’orgoglio, inserisce
Lilli e riesce ad accorciare le distanze con Romanelli. Le ultime fasi
vedono la squadra di casa in forte crescita, Censi ci prova ancora su
punizione ma il tempo e' ormai terminato e la Francia si aggiudica i tre
punti e il secondo posto in classifica, dietro la formazione greca di
Salonicco che con sette punti può sedersi sul trono piu alto.
Classifica finale:
Pysos Salonicco 7, Francia 6,
A.S.D. Roma 2000 4, Pol. Marche 0.
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Martedì 18 Novembre 2003 |
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Disabili visivi, premiata la Roma 2000
“Grazie per il lustro che date alla Capitale”, è il commento di Enzo
Foschi, Presidente della Commissione Sport del Comune.
“'Grazie per il lustro che date alla nostra città”. Con queste parole Enzo
Foschi, presidente della commissione sport del Comune di Roma, ha chiuso la
cerimonia di premiazione dell'ASD Roma 2000, di venerdì scorso. Nella sala
rossa del Campidoglio, alla presenza di Foschi e dell'onorevole Gianni
Rivera, in qualità di delegato allo sport del Comune di Roma, è stato
assegnato un premio per la vittoria del campionato di serie A, 002-03, di
calcio a 5. La società giallorossa s'è imposta sulle rivali portando a casa
l'ambito triangolo di stoffa riservato al campionato non vedenti.
L'onorevole Rivera ha sottolineato l’importanza del premio: “Abbiamo pensato
di gratificare quellerealtà sportive che si distinguono nelle loro
discipline, portando in alto il nome di Roma. E' un'abitudine che abbiamo
preso e che, ogni anno, ci regala delle soddisfazioni. E’ nostro intento
continuare così, facendo
in modo che diventi un impegno fisso”. L'impressione avuta, guardando il
gruppo che compone la squadra giallorossa, è di un ambiente particolare,
pieno di solidarietà e di valori che utilizza lo sport come veicolo nella
società. I ragazzi sono lì, ad attendere i loro riconoscimenti, e trovano il
tempo di scherzare, di scambiarsi battute su questo o nell'errore in
partita. "Queste persone hanno uno spirito sportivo di un altro livello –
prosegue Foschi - sarebbe importante che ci fosse anche in altri ambienti
agonistici. E' palpabile l'amore per lo sport come attività che unisce, non
divide, al di là della singola prestazione". Evidente anche la felicità del
presidente, Roberto Remoli: “Sono orgoglioso di questo riconoscimento. E'
dal 1997 che l'associazioe lavora per essere un punto di riferimento per lo
sport riservato ai disabili visivi; ci stiamo riuscendo con l'amore per il
nostro lavoro. Vorrei ringraziare il Comune che ci ha riservato un premio
che gratifica anche gli addetti ai lavori. Il nostro intento è continuare su
questi livelli crescere, come movimento, anno dopo anno. Non vogliamo
rimanere un fenomeno marginale”. L'esperienza in questa disciplina è stata
di grande aiuto anche all'allenatore della squadra, Luca Mazza: "Ho iniziato
tre anni fa, senza mai avere allenato; già per questa opportunità concessami
sono grato alla società. Non ho mai trovato difficoltà particolari, sotto
ogni punto di vista. All'inizio della mia esperienza ho fatto tesoro dei
consigli dei veterani della squadra, che hanno saputo regalarmi consigli
preziosi sulla disciplina. Li ho sempre trattati come se non avessero
l'handicap della vista, come se allenassi una squadra di vedenti. Credo che
il fatto di aver avuto quest'approccio abbia contribuito a formare un
rapporto così bello tra me e i giocatori. Il loro miglior pregio è la grinta
e l'umiltà nell'accettare i consigli che gli sono proposti. Il nostro
rapporto va al di là di quello tra allenatore ed atleti." Pensando ad uno
sport giocato da persone non vedenti le domande sono molte, comprese quelle
sulle modalità. Si gioca con un pallone simile agli altri, eccezion fatta
per delle placche metalliche poste sotto il primo strato che servono a
contenere degli avvisatori acustici. Altro elemento da sottolineare è quello
dell'obbligatorietà di chiamare la palla: i calciatori sono tenuti ad
anticipare, con un segnale vocale, il loro intervento, pena la sanzione di
un fallo. Il mister ci svela come esistano giocatori molto preparati dal
punto di vista tecnico: "Ho alcuni giocatori in rosa in grado di compiere
gesti tecnici fuori dal comune, come di rado si vede nei campi. A volte
rimango stupito di come riescano ad essere così precisi." L'aspetto più
importante è che, in sala, era netta la sensazione di felicità per il premio
ricevuto, frutto di un duro lavoro. Un certo tipo d'atteggiamento farebbe
bene anche negli ambienti sportivi più noti, dove, spesso, si perde di vista
il reale valore dello sport. L'amore per quello che si fa, vincendo problemi
oggettivamente seri, deve essere d'insegnamento per chi è schiavo
d'isterismi legati più che altro a valori vacui. Nel corso della cerimonia
sono stati premiati la velocista non vedente, Maria Ligorio, ed il suo
atleta guida, Michele Gionfriddo.
Alessandro TIROCCHI |
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