Vincenzo
fa il "cucchiaio" e Roma 2000 fa i primi punti
La passione per il calcio può
spingere a superare ogni ostacolo; anche fisico.
I ragazzi dell'associazione
disabili Roma 2000, campioni italiani in carica di calcio a 5 per non
vedenti, ne sono la dimostrazione.
La cecità non impedisce loro di
scendere su un campo di calcetto, a inseguire
un pallone. Senza paura di
incorrere in brutte figure o di farsi male. Ieri pomeriggio, al campo
Quarto Miglio, hanno iniziato la nuova stagione agonistica, contro il Capua.
In campo, prima della gara, seguono i rituali tipici di tutte le squadre. Si
riscaldano, ascoltano gli ultimi consigli tattici dell'allenatore, si
caricano a vicenda. Poi si infilano le mascherine; il regolamento lo esige,
per impedire che i giocatori dotati di un minimo residuo di vista siano
favoriti. Sugli spalti ci sono madri, mogli e figli, che fremono come se
stesse per iniziare una finale dei Mondiali.
Alle 16, agli ordini dell'arbitro
Roberto Ciriello di Roma, si inizia. La partita è
subito combattuta. Le due squadre
si accaniscono sul pallone sonoro il cui rumore, che dovrebbe aiutare gli
atleti a intercettarlo, viene spesso coperto dagli incitamenti degli
spettatori (una cinquantina di persone). I ritmi sono alti la palla è sempre
in gioco, perché non è previsto il fallo laterale. Al suo posto, speciali
sponde sulle quali la sfera rimbalza come una trottola. I due portieri, gli
unici giocatori privi di handicap ammessi in campo, danno continue
indicazioni. La prima occasione è della Roma. Beppe, il numero 9, sfiora il
palo con un destro teso. Ma il Capua, cinque minuti dopo, impegna Sauro, il
portiere giallo-rosso. In campo non si fanno complimenti I falli non
mancano, le proteste neanche. I giocatori hanno un ardore agonistico che
certi miliardari di serie A ignorano.
Non mancano gesti tecnicamente
pregevoli. Vincenzo, il 10 giallo-rosso, si esibisce in un paio di
pallonetti. La Roma ha il controllo del gioco, ma il Capua in contropiede
prende un palo. Nell'intervallo Luca, il giovane allenatore dei romani,
catechizza i suoi. Si riprende, e dopo pochi minuti arriva il goal dei
campani. Salvatore raccoglie una palla vagante in area e realizza. La
partita si infiamma. Il Capua si arrocca in difesa, i romani giocano solo
nella metà campo avversaria. I tecnici urlano consigli senza sosta, dagli
spalti arriva persino qualche coro.
C'è un tale trambusto che l'arbitro deve rivolgersi alle due
panchine e agli spettatori per chiedere maggiore calma. Quando mancano tre
minuti alla fine, Vincenzo si inventa il pareggio con uno splendido tiro da
centro campo. I compagni e l'allenatore lo sommergono di abbracci, sulla
gradinata scoppia un delirio da curva sud. La gara finisce così, con un
pareggio giusto. Le due squadre si salutano, i parenti esausti riprendono
colore. La prossima gara della Roma sarà tra 15 giorni, a Siracusa, a tanti
chilometri di distanza Ma per fermare questi ragazzi ci vuole ben altro.
Luca De Carolis