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Curriculum Agonistico di Maria Ligorío
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Maria Ligorio, nata a S.
Michele Salentino il 25/6/1970 e non vedente totale (categoria B1)
dall'età di un anno, ha iniziato a correre nel 1989 mettendosi subito in
rilievo in campo nazionale. Nello stesso anno si è trasferita a Roma,
dove risiede e lavora, ed è stata convocata per la prima volta in
"Nazionale".
Ha partecipato alle ultime
edizioni delle Paraolimpiadi di Barcellona e di Atlanta, conquistando in
territorio americano due medaglie di Bronzo nei 200 MT col tempo di
26”23 e nei 400 MT con un ottimo 1’00”11.
Ha partecipato ai Mondiali I.A.A.F. di Siviglia 1999 conquistando
l'argento nei 100 MT (12"81),( )
gara dimostrativa per non vedenti. Fa parte dei convocati alle
Paraolimpiadi di Sydney 2000 dove ha conquistato la medaglia d'argento
nei 200mt piani..
Dopo l'esperienza olimpica
del 1992, ha iniziato ad allenarsi con il tecnico F.I.D.A.L. Monica
Mancini, presso gli impianti delle Tre Fontane e delle Terme di
Caracalla; si allena cinque o sei volte la settimana in compagnia del
proprio "atleta guida" con cui poi disputa ogni competizione.
L'allenamento di un atleta B1 (cieco assoluto) si svolge, infatti, con
l’ausilio dell'atleta guida che
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accompagna il non vedente
in ogni fase dell'allenamento: nel riscaldamento, nelle esercitazioni
tecniche o di forza e nelle ripetute in pista. Se è evidente
l'importanza dell'atleta guida durante l'allenamento, ancora più
considerevole è il suo ruolo nella competizione vera e propria in cui
entrambi devono raggiungere un sincronismo perfetto.
Dall'inizio della carriera
agonistica, Maria Ligorio ha avuto come guida fino al 1994 Salvatore
Manganaro, al quale per motivi tecnici è poi |
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subentrato Michele
Gionfriddo.
Michele Gionfriddo
(18/9/1963), tecnico F.I.D.A.L. ed atleta di buon livello (10"5 nei 100
MT e 21"8 nel 200 MT), ha scelto di dedicare parte del suo tempo alla
crescita atletica di Maria che visti i suoi enormi progressi aveva
raggiunto un limite d’evoluzione con la sua precedente guida.
Si può infatti notare
dalla tabella sotto riportata sia i miglioramenti di Maria dal 1992 al
1994, ma soprattutto quelli ottenuti dal 1995 al 1998, anni in cui si è
finalmente espressa al meglio, raccogliendo i frutti di tre anni di
lavoro.
Consultando la tabella, un
particolare sicuramente non può sfuggire al più attenti; la categoria
cui Maria Ligorio appartiene (B1, non vedente totale) presenta le atlete
più accreditate nell'ambito della sola Europa (tre atlete Spagnole, una
Lituana e un’Inglese), e ciò significa che un campionato Europeo le
presenta tutte le migliori avversarie in campo mondiale.
La storia atletica
internazionale di Maria Ligorio ha avuto inizio con le Olimpiadi di
Barcellona nel 1992, dove la sua presenza è stata sicuramente positiva
per l'esperienza maturata. ma decisamente poco gratificante per i
risultati conseguiti; troppo lontana dalle finali, con tempi addirittura
più alti di quelli conseguiti ai precedenti campionati Italiani dove si
era facilmente imposta (14"0 sui 100 MT e 29"5 sui 200 MT nuovo record
Italiano).
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Nel 1993 finalmente Maria si affaccia in
Europa con intenzioni decisamente diverse: è il primo anno che lavora
contemporaneamente con tecnico e guida sul campo e nonostante le sole
tre sedute d’allenamento settimanali, i risultati non tardano a venire.
La concorrenza non agguerrita come a Barcellona ma i risultati parlano
chiaro: bronzo nel 100 e 400 metri e argento insperato nei 200 metri col
nuovo record Italiano. Ormai Maria comincia ad essere un'atleta di tutto
rispetto e sull'entusiasmo dei successi,all’Olimpico, di ritorno
anzitempo dalla |
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luna di miele, riesce,
nonostante le avverse condizioni ambientali (prima della competizione si
era abbattuto su Roma un violento temporale, temperatura e umidità poco
adatte ad una prova di velocità), a centrare sui 100 metri il nuovo
record italiano: 13"90. Purtroppo non è sufficiente a fermare lo
strapotere spagnolo (seppur privo della Santamarta Purification
plurimedagliata a Barcellona) e la sempre presente Inglese, ed è solo
quarta dietro Ortiz (SPA), Diaz (Spa) e Heanton (GB).
Il 1994 è l'anno dei
Mondiali di Berlino e tutto sembra filare liscio senza contrattempi; gli
allenamenti sono diventati più frequenti (4 sedute d’allenamento la
settimana), non ci sono stati infortuni degni di nota ed in varie
occasioni, fra cui Napoli, riesce a fermare i cronometri a 13"3
purtroppo manuale. Ma Berlino tutto precipita: entra in finale sui 100
metri col terzo miglior tempo, ma nella stessa giunge quarta; sui 200
metri supera le batterie con un ottimo tempo, 28"05 (vicino al suo
personale di 28"01 che le era valso l'argento agli Europei dell'anno
prima), che le potrebbe bastare per accedere alla finale, ma in
semifinale non si ripete e ne resta fuori. Una disfatta in tutti i
sensi.
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| Era necessario rimboccarsi le maniche e
ricominciare tutto da capo se necessario anche con qualche novità, e
queste non tardarono a venire: il tecnico Monica Mancini già da tempo
aveva notato che i progressi di Maria non trovavano un corrispondente
adattamento della guida, proveniente dal calcio e quindi limitato nelle
esercitazioni di natura prevalentemente tecnica; Maria doveva cominciare
a puntare su lavori più tecnici se voleva continuare a limare i propri
personali e una guida migliore non poteva che essere un velocista.
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Dopo un anno molto intenso
e le prime gare sotto tono, la politica adottata portava però i suoi
frutti coi raggiungimento della migliore condizione proprio durante gli
Europei di Valencia del 1995: dopo la qualificazione alla finale dei
cento metri col terzo tempo (13"65) corso in estrema facilità, in finale
Maria ha piazzato uno strabiliante 12"87 che, seppur ventoso,
rappresenta una prestazione di tutto rispetto, soprattutto se si pensa
che per la prima volta batteva di un soffio la vedette locale
Purification Santamarta seconda con 12"90 (la Spagnola aveva stabilito
in batteria il record del mondo sui 100 metri in 13"03) ; ma non era che
l'inizio di un momento sicuramente magico per Maria, infatti nei 200
metri dopo aver corso in semifinale in 27"07 (con vento leggermente
sopra i limiti consentiti per l'omologazione), cioè a quasi un secondo
dal proprio personale (28"01) , dopo solo quaranta minuti si è ripetuta
in finale, giungendo seconda in 27"12 dietro la Spagnola Santamarta
(26"64), ma questa volta in condizioni regolari di vento; è argento,
davanti a Sighita (Lit) e Heanton (GB) rispettivamente terza e quarta in
27"30 e 27"40; sono tutte vicino. A questo punto non resta che provare
anche i 400 metri ed in finale è nuovamente sul podio (bronzo in 64"69);
insomma, dopo un trionfale e storico cento metri, sui 200 e 400 metri
Maria stabiliva due nuovi primati Italiani da ricordare, 27"12 contro
28"01 (Dublino, 1993) e 64"69 contro 65"50 (Zurigo, 1985 Rossella Invemi).
Il 1995 è quindi stato per
Maria "l'anno della consacrazione" in campo internazionale; non erano
molti, a parte il suo tecnico, a credere ad un così ampio miglioramento
e la meraviglia destata nelle sue rivali non aveva precedenti come lo
dimostrano gli articoli pubblicati in un quotidiano di Valencia durante
gli Europei .
Il suggello a tanti anni
di fatiche ed allenamenti arriva alle Paraolimpiadi del 1996 ad Atlanta,
dove si aggiudica un insperata medaglia di bronzo nei 400 MT piani con
il tempo di 1’00”11, ed una, sempre di bronzo, nei 200 MT fermando il
cronometro su 26”23. L’unico rammarico per una stagione da incorniciare
è rappresentato dal quarto posto sui 100 MT piani, dove si puntava alla
medaglia d’argento. Tutte e tre le finali sono state vinte dalla solita
atleta spagnola Purification Santamarta.
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Nel 1997 l’Italia ha
ospitato a Riccione i campionati europei; tutto si è svolto secondo
pronostico, con Maria aggiudicarsi le medaglie d’argento nei 100 MT
(12”95) 200 MT (26”17) e 400 MT (1’00”43) sempre alle spalle della
Santamarta.
Razzia d’argenti anche ai
Mondiali Spagnoli di Madrid nel 1998, qui Maria Ligorio ha superato le
batterie di qualificazione ed ha raggiunto la finale nei 100 MT (), 200
MT () e 400 MT () aggiudicandosi la piazza d’onore in tutte e tre le
competizioni.
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Nell’anno 1999 l’evento
storico, per la prima volta 11 nazioni partecipanti ai mondiali I.A.A.F.
di atletica leggera integrano nelle proprie rappresentative anche atleti
non vedenti per l’Italia Maria Ligorio è nella delegazione F.I.D.A.L..
Nella gara dimostrativa dei 100 mt arriva l’ennesimo argento con un
tempo magnifico che quasi eguaglia il suo personale, 12”81 vale il
piazzamento d’onore.
Il 2000 è l'anno di
Sidney, dove il primo obiettivo è quello di ben figurare; ma un
infortunio limita la prestazione di Maria nei 100 mt dove non va oltre
la semifinale.
Mentre nei 200 mt esce fuori il carattere e la grinta di una atleta mai
disposta a gettare la spugna, Maria stringe i denti e conquista la
finale dove conquista una insperata e sofferta medaglia d'argento alle
spalle della brasiliana Santos.
Gli impegni di Maria
insomma stanno progressivamente aumentando, sta divenendo un personaggio
che a parte i risultati sul campo, è d’esempio per tutti, visto che non
molti più di lei, forse, hanno dovuto lottare cosi tanto per raggiungere
la propria onesta considerazione. |
| 100 mt |
Madrid 1998 |
12"79 (R.I.) |
| 200 mt |
Riccione 1997 |
26"17 (R.I.) |
| 400 mt |
Atlanta 1996 |
1'00"11 (R.I.) |
|
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| 100 mt |
9° |
14"51 |
| 200 mt |
10° |
30"24 |
| Atleta Guida |
Salvatore Manganaro |
| Tecnio |
Enrico Guerra |
|
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| 100 mt |
3° (Bronzo) |
14"28 |
| 200 mt |
2° (Argento) |
28"01 (R.I.) |
| 400 mt |
3° (Bronzo) |
1'07"0\ |
| Atleta Guida |
Salvatore Manganaro |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
4° |
13"90 |
| Atleta Guida |
Salvatore Manganaro |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
1° |
13"3 |
| Atleta Guida |
Salvatore Manganaro |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
4° |
13"54 (R.I.) |
| 200 mt |
5° |
28"04 |
| Atleta Guida |
Salvatore Manganaro |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
1° |
28"39 |
| Atleta Guida |
Salvatore Manganaro |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
1° |
12"87 W |
| 200 mt |
2° |
27"11 (R.I.) |
| 400 mt |
3° |
1'04"69 (R.I.) |
| Atleta Guida |
Michele Gionfriddo |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
|
12"79 |
| Atleta Guida |
Michele Gionfriddo |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
4° |
|
| 200 mt |
3° (Bronzo) |
26"23 (R.I.) |
| 400 mt |
3° (Bronzo) |
1'00"11 (R.I.) |
| Atleta Guida |
Michele Gionfriddo |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
2° (Argento) |
12"95 |
| 200 mt |
2° (Argento) |
26"17 (R.I.) |
| 400 mt |
2° (Argento) |
1'00"43 |
| Atleta Guida |
Michele Gionfriddo |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
3° (Bronzo) |
12"95 |
| 200 mt |
3° (Bronzo) |
26"26 |
| Atleta Guida |
Michele Gionfriddo |
| Tecnio |
Monica Mancini |
|
|
| 100 mt |
2° (Argento) |
12"81 |
| Atleta Guida |
Michele Gionfriddo |
| Tecnio |
Monica Mancini |
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|
| 100 mt |
6° |
12"95 |
| 200 mt |
2° (Argento) |
26"62 |
| Atleta Guida |
Michele Gionfriddo |
| Tecnio |
Monica Mancini |
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